Sia
lodato e ringraziato
ogni momento
Gesù Cristo
nel Santissimo
Sacramento
!
Gesù
Cristo
nell’ Eucaristia
piccola sintesi
teologica

parte I
- DATI
POSITIVI E
STORICI
i
dati biblici
1.
Nell'ultima
Cena Gesù ha offerto a Dio Padre il suo Corpo e il suo Sangue sotto le "specie"
del pane e del vino; e, sotto questi simboli, li ha trasmessi agli
apostoli (che Egli in quella circostanza costituiva sacerdoti del
Nuovo Testamento) affinché ne mangiassero e ne bevessero.
Questo sacramento,
che anticipa e si identifica con
il sacrificio della Croce, Egli lo ha istituito affinché venisse
ripetutamente rinnovato nella Chiesa.
(Vedi
i seguenti testi:
1 Cor. 11,
23-25; Lc.
22, 14-20; Mc. 14,
22-25; Mt. 26, 26-29; Gv. 6).
i dati
patristici e liturgici
2.
Fin
dall'inizio – e sempre più chiaramente lungo i secoli – la Chiesa
insegna che l'Eucaristia è l'offerta a Dio del sacrificio vero e mistico (misterioso)
di Gesù
Cristo: nel quale il pane e il vino diventano davvero il Corpo e il
Sangue del Signore, il quale si
offre efficacemente al Padre, e dal quale coloro che vi si comunicano ricevono il
rimedio dei peccati, il segno dell'unità e il cibo della vita eterna.
Lo stesso e unico Dio è da noi creduto realmente presente come Verbo
(sempre unito al Padre e al Santo Spirito): nella Creazione, nella Parola
di Dio manifestata agli uomini in parole umane, nell'Incarnazione,
nell'Eucaristia, nel Corpo Mistico, nella Grazia.
Quindi.
nella Celebrazione liturgica dei Misteri Eucaristici, lo stesso Gesù Cristo si offre
a noi come cibo sacrificale sull'altare del Corpo di Cristo e
come Parola sull'altare delle Sacre Scritture (cfr Imitazione di
Cristo,
IV, 11).
parte
II
- ESPOSIZIONE
DOTTRINALE
1.
il sacrificio della Messa
l’assemblea
3.
Non è l’Assemblea dei fedeli che si
auto-cònvoca per celebrare l’Eucaristia, bensì è Gesù Cristo che,
convocando i fedeli battezzati per celebrare l’Eucaristia, li costituisce in Assemblea.
Mangiando
un solo Pane e bevendo da un solo Calice, i fedeli battezzati diventano
sempre più uniti nell'unico Corpo Mistico, che è la
Chiesa.
esistenza del
sacrificio sacramentale
4.
Nella
Messa viene offerto a Dio l'unico e vero sacrificio
di Gesù Cristo,
mediante
la comme- morazione e la ri-presentizzazione
del sacrificio che Lui compie una sola volta sulla Croce.
i
vari elementi del sacrificio sacramentale
5.
Nel sacrificio della Messa Gesù Cristo è il
sacerdote principale e la principale vittima (hostia).
6.
Il ministro
del sacrificio della Messa può esserlo soltanto un sacerdote
validamente ordinato (un sacerdozio ministeriale delle donne non è
conforme all’istituzione dell’Eucaristia operata da Gesù Cristo).
7.
Insieme
con Gesù Cristo–Capo e con il
ministro, offre e si offre tutta la Chiesa, corpo mistico di Gesù
Cristo: il sacrificio eucaristico è l'atto
del Capo nel suo corpo mistico (il sacerdozio comune dei fedeli
non abilita all’esercizio
del sacerdozio ministeriale, che rimane distinto e
insostituibile).
8.
Il
sacrificio e il sacramento eucaristico come "materia"
ha pane di frumento e vino di uva; a quest'ultimo prima della
consacrazione viene mescolata una piccolissima quantità di acqua,
per significare la nostra partecipazione al sacrificio di Cristo.
La
"forma" di questo sacramento consiste nelle
parole che il Salvatore ha usato per costituire questo sacramento ("questo
è il mio Corpo; questo è il mio Sangue"), le quali sono
necessarie e sufficienti.
essenza
del sacrificio eucaristico
9.
Essenza
fisica del sacrificio eucaristico è il rito costitutivo, ossia:
il sacrificio eucaristico si compie essenzialmente mediante la duplice
consacrazione del pane e del vino, e mediante la consumazione del Corpo
e del Sangue, almeno da parte del celebrante.
10.
Esso è
un sacrificio spirituale del Cristo totale: una lode a Dio
espressa esteriormente, un rendimento di grazie per la creazione e
soprattutto per la redenzione, un'espressione privilegiata dell'amore
vicendevole tra il Cristo e la Chiesa.
11.
Ma
questo atto spirituale prende la forma di una offerta rituale
fatta dal Cristo totale, come memoriale sacramentale del sacrificio
della croce.
12.
Il
sacrificio eucaristico si aggiunge alla Cena e alla Croce come atto
della Chiesa che accoglie l'unico sacrificio del suo Capo e ne
riceve i frutti.
13.
Quattro sono
i
fini del sacrificio
eucaristico: la Messa è un sacrificio di adorazione e di
ringraziamento a Dio, ma è anche sacrificio di implorazione
e di propiziazione per i vivi e i morti.
2.
la presenza
sacramentale di Gesù Cristo
la presenza reale
14.
Nell'Eucaristia sono presenti in modo vero, reale e sostanziale
il Corpo e il Sangue con l'Anima e la Divinità di Gesù Cristo, e di conseguenza
tutto intero il Cristo.
La
presenza reale di Gesù Cristo nell'Eucaristia sorpassa sia la
capacità della nostra intelligenza, sia le nostre conoscenze, ma è
possibile a Dio, e non implica nessuna contraddizione.
A
motivo dell’unità
del Figlio col Padre nello Spirito Santo, nell'Eucaristia è presente tutta
la Trinità.
come
si realizza la presenza reale
15.
Dopo la consacrazione eucaristica non resta più la "sostanza"
del pane e del vino, poiché tutta la "sostanza"
del pane è "mutata" nel Corpo di Cristo e tutta la "sostanza"
del vino in quella del Sangue di Cristo, pur rimanendo le specie
del pane e del vino.
È
questo "mutamento" che la Chiesa Cattolica, con
termine appropriato, chiama "transustan- ziazione".
Nell'Eucaristia il
Cristo è presente tutto intero sotto ognuna delle due "specie",
e – dopo la separazione o divisione – sotto ogni parte di ciascuna "specie".
Non appena
compiuta la consacrazione, subito Gesù Cristo si fa presente.
Il suo vero Corpo permane nelle ostie e nelle
particelle (gocce o frammenti) consacrate, che dopo la S. Comunione
avanzano o vengono conservate; questo è il fondamento per le Visite al
Taber- nacolo, per l’Adorazione eucaristica,
per il Viatico agli ammalati o moribondi, e per la Processione
eucaristica.
La
presenza reale di Gesù Cristo nell'Eucaristia non dipende dalla
nostra fede.
culto
di latrìa
16.
Nel
sacramento dell'Eucaristia il Cristo, Figlio unico di Dio, deve
essere adorato, anche esteriormente, con un culto di
latrìa (adorazione), riservato solo a Dio.
Nella reliquia della Croce, Gesù
Cristo riceve lo stesso culto di latrìa che riceve nell'Eucaristia, a
motivo della presenza del suo Sangue sul legno della Croce.
3.
la Comunione eucaristica
natura
ed effetti della comunione
17.
I fedeli
che si comunicano rettamente, mangiano sacramentalmente il Cristo
intero e aumen- tano così la loro unione con Lui, ricevendo un
accrescimento di grazia e di carità.
La Comunione
spirituale differisce da quella
sacramentale
per il fatto che nella prima non si assu- me il Corpo e il Sangue di Gesù
Cristo, ma solo l'Anima e la Divinità.
Nella Comunione
sacramentale, benché con le specie eucaristiche si assuma sia il
Corpo e il Sangue sia
l'Anima e la Divinità, può non esistere una comunione di spirito
(accoglienza del- l'Anima e della Divinità di Cristo) qualora chi riceve
non sia spiritualmente accogliente.
18.
Mediante
la Comunione eucaristica, ossia con l'uso del sacramento dell'unità in
Cristo, è rafforzata l'unione reciproca tra i membri della
Chiesa, nutriti dall’unico pane.
Mediante la
Comunione noi siamo liberati dalla nostre colpe quotidiane
veniali e preservati dal peccato mortale.
19.
La
Comunione è pegno della gloria futura e della eterna felicità.
necessità
e modo di comunicarsi
20.
La
Comunione sacramentale reale non a tutti è necessaria per
ottenere la salvezza eterna, né in sé né in forza del comando di Dio.
Ma la Comunione sacramentale reale, o quella in desiderio, per
gli adulti è necessaria di necessità
di “mezzo”.
21.
Tranne
il sacerdote celebrante, i fedeli non sono tenuti a comunicarsi sotto ambedue
le specie, né per comando
di Dio né per necessità di salvezza.
Può comunicarsi validamente
ogni uomo giusto battezzato e nessun altro. Per comunicarsi lecitamente
e degnamente sono richieste dal soggetto capace: lo
stato di grazia,
una sufficiente conoscenza dei sacri
misteri e la retta intenzione.
4.
la Madre del Figlio di Dio
Maria,
fonte del Corpo di Cristo
22.
Maria – unica fonte umana del Corpo e del Sangue di Cristo – è per noi la casa, il tempio, il
santuario, il tabernacolo, l’arca, il trono, la pisside, l’ostensorio del Verbo del Padre: sia nel
mo- mento di concepirlo, sia nella gloria del
cielo, ma anche nella vita eucaristica di Gesù.
+
Signore
Gesù Cristo,
che
nel mirabile sacramento dell’Eucaristia
ci
hai lasciato il memoriale della tua Pasqua,
fa’
che adoriamo con viva fede
il
santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue,
per
sentire sempre in noi i benefici della redenzione.
Tu
che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.
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